Oggi una SPA è concepita, nella sua accezione internazionale più evoluta, come un centro multidisciplinare dedicato a migliorare il benessere generale della persona, attraverso una varietà di servizi professionali che favoriscano il rinnovamento di mente, corpo e spirito: cioè un percorso completo sul benessere dell’individuo gestito a 360°.

L’obbiettivo di chi la frequenta (la mission) è quello di mantenere in buono stato di salute, sia fisico che mentale, tutta la persona: dalla pelle agli organi interni, dall’equilibrio energetico a quello emozionale, attraverso l’educazione ad un migliore stile di vita, alla totale propriocettività e autoconsapevolezza, nonché alla perfetta forma fisica mantenuta attraverso l’esercizio funzionale e il conseguente riequilibrio psico-fisico completo.

Fatte queste premesse, possiamo considerare le moderne strutture acquatiche polivalenti (sia che si trovino in contesti urbani che in strutture ricettive) come facenti parte della classificazione generale di SPA, in quanto rappresentate da piscine (o parchi acquatici) con all’interno aree wellness, fitness e sportive, che possono offrire (in maniera sempre più significativa) risposte complete alle continue richieste di benessere che arrivano da un mercato di consumatori sempre più esigente ed informato. Tutte queste considerazioni portano perciò ad analizzare l’opportunità di sviluppare queste strutture in una nuova e totale forma di SPA (una SPA… “acquatica”), legata completamente al mondo del benessere in acqua e a tutte le sue possibili e illimitate potenzialità. Tutto questo realizzato attraverso precisi punti di sviluppo ed evoluzione, che si basano sulle linee guida di un concept specifico, creato e studiato appositamente.

Un concept strategico e mirato, altamente funzionale e di successo, che permetta non solo di realizzare una SPA multidisciplinare completa, ma che abbia tutti i necessari requisiti per determinarne, fin da subito, il primo e più importante obbiettivo: una sicura fidelizzazione dei propri clienti/fruitori. Obbiettivo possibile grazie alla “trasversalità” dell’elemento acqua e alla sua fortissima caratterizzazione a prevenire e trattare qualsiasi problematica fisica e fisiologica, oltre che a precise metodologie di lavoro, ideate e sviluppate appositamente per trovare continue soluzioni a tutti gli inestetismi e problematiche individuali, nonché alle successive personalizzazioni di intervento sui clienti (a qualunque fascia di età, tipologia o target appartengano), con il fine di creare in loro un’esperienza unica ed altamente gratificante.

Perciò, riorganizzare tutto ciò che è wellness (beauty, thermal, medical, sport, fitness e food) in un unico concept totale SPA/Acqua, permetterà sicuramente alla struttura in questione di indirizzare il cliente verso nuovi e più ampi percorsi multidisciplinari, gestiti attraverso un servizio di consulenza sull’individuo (organizzato e coordinato da un valido wellness – o SPAmanager), che terrà conto, condividendole, di tutte le necessità ed obbiettivi emersi nel singolo utente, per poi “guidarlo” impeccabilmente a rimettersi in forma e a migliorare il proprio stile di vita (in percorsi collettivi mirati), fino a seguirlo a 360° (in un rapporto personalizzato one to one di percorsi individuali) ed “educarlo” (attraverso i singoli professionisti e le relative discipline) a prendersi cura di sé e a mantenersi in buono stato di salute. Questo preciso metodo di lavoro (SPA Method) determinerà sul cliente un risultato finale sicuramente corrispondente, se non superiore, alle sue aspettative: un risultato tangibile, concreto, personalizzato, misurabile, credibile e, soprattutto, testimoniabile… il primo passo fondamentale nel motivarlo verso una sicura fidelizzazione.

 

[Simone Ciolli]

SC SPA Consulting
www.sc-spaconsulting.it

Può sembrare una sfida audace ma in realtà è una scelta voluta: fare breccia e a riportare attenzione sul valore della formazione come supporto alla tecnica, alla performance, al palco. A questo risponde la scelta di essere presenti con una tappa speciale del Wave2Summit in RiminiWellness anno 2018: alla volontà di non giocare facile ma di giocare sul serio.

Siamo giunti alla 13esima edizione della kermesse dedicata al fitness, benessere, sport nella sede di Rimini: sempre maggiore è l’attenzione nei confronti del settore rappresentato e sempre crescente il trend collegato a questo evento per organizzazione, contenuti, spunti.

Quando si pensa a RiminiWellness si pensa al colore, al suono, alla musica, ai palchi, all’energia di corridoi pieni di appassionati. Ma gli appassionati si dividono in chi di questa passione ha fatto un lavoro (utente PRO) e chi è utente nel quotidiano dell’offerta di benessere sul territorio nazionale (il consumatore). Scegliere di creare un evento pro PRO, con un gioco di parole voluto, è stata una decisione pesata con attenzione: decidere di soffermarsi anche sui temi dell’offerta ricreativa e di movimento, da rivedere e plasmare in una visione più moderna dei centri acquatici, in cui organizzazione, procedure e contenuto diventino specchio di una società che evolve e che ricerca di più nei nostri impianti, è stato giudicato da AcquaNetwork e tutti i sostenitori di questo progetto come un passaggio doveroso.

La scelta risponde alla volontà di creare un momento di formazione professionale nel primo dei 4 giorni di fiera, quello in cui la concentrazione degli operatori è maggiore, con un programma collaudato dopo 5 tappe itineranti sul territorio, garantendo la possibilità di poter dedicare del tempo anche a contenuti di spunto e crescita.

Temi manageriali, fiscali, normativi, case history ed elementi di riflessione tratti dal mercato: per questo come formatore del roadshow e come società di formazione e consulenza per centri acquatici che da inizio avventura ha supportato questo progetto di AcquaNetwork, abbiamo sostenuto questa scelta audace: per la volontà di vedere nel settore un’organizzazione che fa della professionalità la base dell’entertainment e non viceversa.

Ripensare al ruolo dell’offerta degli impianti acquatici significa decidere di non sminuire la componente legata alle scelte organizzative, alla comunicazione, alla proposta del servizio e passare dalla logica dell’improvvisazione on stage a quella della preparazione della performance, anche quando non si parli solo di entrate in scena letterali ma di quotidianità di gestione di una piscina.

Ci vediamo quindi in aula anche con Wellink durante la sesta tappa del Wave2Summit di AcquaNetwork, speciale RiminiWellness di Giovedì 31 Maggio, con una sessione dedicata al Web marketing per centri acquatici: pianificare bene la propria visita, includendo e alternando formazione a coinvolgimento, rappresenta una nuova chiave di lettura di questo evento che ci piace da anni supportare e promuovere perché fa bene al settore!

 

Sonia Mercolino
Wellink

La sostenibilità è un termine confuso e ingannevole

Questo è assolutamente falso. Il termine sostenibilità ha un significato molto preciso, anche se spesso il suo significato viene travisato o male interpretato.

Ad esempio per molti gestori “sostenibilità” è la capacità della piscina di mantenersi dal punto di vista finanziario, crescendo nel tempo per clientela e fatturato. Anche ai forum di settore a cui ho avuto occasione di partecipare, i gestori hanno quasi sempre affrontato la sostenibilità come la capacità del settore di crescere promuovendo il proprio sviluppo.

La definizione di “sostenibilità” risale agli anni ’80 quando le Nazioni Unite hanno definito come “Sostenibile” quello sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

Questa nuova consapevolezza derivava dalla presa di coscienza da parte delle grandi nazioni mondiali, degli effetti dell’industrializzazione e dell’incremento della popolazione sul pianeta: da un lato agisce il surriscaldamento globale per effetto antropico, dall’altro il consumo di molte più risorse di quante ne abbiamo a disposizione. Ad oggi si stima ci vorrebbero più di 1,5 Terre per soddisfare i nostri bisogni, e questo numero è destinato ad aumentare se non diminuiamo il nostro utilizzo di risorse (pensiamo alla deforestazione, alla criticità del ciclo dell’acqua, etc. tutti temi molto discussi)

Il tema della sostenibilità è ormai parte del sentire del comune. Argomenti come l’effetto serra, lo sfruttamento delle risorse da parte dei paesi industrializzati, l’inquinamento dato dai combustibili fossili sono affrontati dal punto di vista socio-economico quotidianamente.

Sempre più anche gli stakeholders, quindi, cercano di capire l’impatto delle strutture sul sistema, e la consapevolezza dell’opinione pubblica è in forte crescita.

Questo vale anche per il mondo dell’acqua.

Una piscina o un centro benessere sostenibile, quindi, sono strutture nella quali gli aspetti di sostenibilità economica si incrociano e bilanciano con gli aspetti relativi all’impatto ambientale e all’equità sociale.

I report di sostenibilità sono materia per multinazionali e non per gli operatori del mondo dell’acqua.

Anche questo è un falso mito. Secondo un recente studio condotto dal Global Reporting Initiative, istituzione europea che ha emanato le linee guida sui report di sostenibilità, tutte le PMI che hanno intrapreso la strada della sostenibilità e del reporting hanno scoperto dei benefici sia interni che esterni.

Oltre a soddisfare le sempre più crescenti esigenze degli utenti in tema di eticità e rispetto dell’ambiente, infatti, le PMI che si occupano di sostenibilità istituiscono anche relazioni privilegiate con la cittadinanza, le istituzioni e gli istituti di credito. Per fare un esempio basti pensare ai bandi europei collegati al tema.

Un beneficio fondamentale del processo di comunicazione ed approccio sistematico alla sostenibilità è la possibilità di monitorare i progressi compiuti ed evidenziare le aree suscettibili di miglioramento, in modo da poter gestire ciò che viene misurato e apportare cambiamenti ove necessario.

Dal punto di vista energetico ed ambientale, abbiamo sperimentato direttamente che una volta misurata e valutata la performance del centro natatorio si possono individuare le aree nelle quali poter ottenere risultati migliori, come potenziali aumenti di produttività e riduzioni dei costi. Un buon punto di partenza a nostro avviso consiste appunto nell’analisi energetica e dell’impatto ambientale delle proprie attività; di qui si sviluppa la consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza e si delinea una guida nell’affrontare i passi successivi di un percorso virtuoso, come vi racconteremo più avanti. Saremo quindi felici di accompagnare i gestori che vogliono diventare modello di impresa su questo percorso, mutuando sul mondo piscina le esperienze che stiamo consolidando in settori affini.

 

[Tommaso Vagliano]
Energy Manager ed Esperto in Gestione dell’Energia (EGE), socio fondatore di Encore srl.
www.encorecompany.it

Un Idea che diventa materia, un concetto che si trasforma in attività ed una professionalità espressa anche tramite una “struttura” che al momento della sua costruzione risultava all’avanguardia, oggi, sempre in evoluzione, accogliente, moderna ed ideale per poter attuare i criteri, le modalità operative e l’esperienza che IdeaBlu mette in campo.

A Pavia nasce il corso Nuoto Bebé.

L’introduzione di un corso che parte dal 1990, un attività che viene fondata su scelte ben precise che tutt’ora sono alla base del metodo IdeaBlu.

“Dopo confronti e approfondimenti, a partire dal 1990, abbiamo focalizzato alcune scelte che tutt’ora sono alla base del nostro metodo. Nel 1996  abbiamo addirittura realizzato una struttura “ideale” per poterlo attuare: IDEA BLU. “

Temperatura dell’acqua a 32° (all’avanguardia, nel contesto di vent’anni fa…).

Tempi e modalità dell’attività:

in acqua con mamma e papà, alla scoperta di un ambiente ricco di stimoli e con l’obiettivo dell’autonomia.

Quasi un’ora in acqua con entrambi i genitori, lezioni non direttive,

come obiettivo la competenza di mamma e papà nell’assecondare la scoperta del mondo acqua del proprio figlio di pochi mesi.

I genitori, informati su quali atteggiamenti favoriscono o frenano l’esperienza del loro piccolo, lo accompagnano in piscina, e giocando con lui condividono un’attività che oltre a favorire la crescita cognitiva del bambino rinforza la relazione affettiva.

Peculiarità dell’attività sono l’elasticità nell’orario, struttura perfettamente adattata alle esigenze dei bebè, massima attenzione allo sviluppo cognitivo dei piccoli nel rispetto dei loro tempi di apprendimento.

In tutti questi anni l’esperienza è aumentata, ma lo stile è lo stesso e l’entusiasmo in aumento.

Il risultato dell’attività nel tempo ci ha portato a conoscere tremilatrecento bebè in 21 anni, vederci creatori e promotori dell’organizzazione del primo convegno nazionale del settore nel 2001 a Pavia oltre che alla collaborazione pluriennale con Università di Pavia e Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia.

 

In acqua con persone con disabilità.

Da subito, 1988, abbiamo cercato risposte a richieste specifiche, confronto continuo, studio e sperimentazione.

La base dell’acqua come strumento fantastico di vera integrazione  e di vera libertà. L’acqua come ambiente di leggerezza, vera.

Non ci sono mai stati dubbi e la nostra direzione in ambito gestionale è sempre stata segnata dalla voglia e la necessità di creare e dare spazio nella nostra struttura a persone con disabilità.

Scelte: preferire per l’insegnante la posizione di fronte alla persona che si sta seguendo; limitare l’utilizzo di ausili galleggianti; utilizzare prevalentemente la comunicazione non verbale; programmare l’attività facendo attenzione a non porre limiti agli obiettivi da raggiungere; libertà dagli esiti; riduzione dell’aiuto allo stretto necessario.

All’inizio la nostra sensazione prevalente era quella di non essere sufficientemente competenti, di non conoscere come relazionarsi. Poi il lavorare con persone con disabilità ci ha consentito di imparare ad osservare con attenzione, per poter scegliere bene obiettivi e metodi. Le persone con disabilità ci hanno insegnato a personalizzare le nostre proposte didattiche, a gioire per i piccoli passi e a non desistere davanti ai fallimenti.

“Ci hanno insegnato a lavorare bene con tutti!”

Abbiamo dunque costruito la nostra esperienza e professionalità arrivando a poter creare percorsi mirati e personalizzati per disabilità psichiche, fisiche e sensoriali, pluriminorazioni, dai tre mesi di vita ai novantaquattro anni.

           [Luigi Vecchio]

Via Praimbole 7, 35010 Limena (PD)

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